Dispiace senz’altro scoprire che dopo la perdita ai Golden Globes di “Gomorra” il film di Matteo Garrone ha subito un secondo duro colpo quando nella selezione per i film che sarebbero finiti nella rosa delle nominations degli Academy Awards (Oscar) per Miglior film straniero, è stato “trombato”.
Si parlava sperando in una vincita da molto tempo della candidatura del film, anche perché grandi nomi come Scorsese, che ‘presenta’ il film negli Stati Uniti, Sean Penn, Meryl Streep eccetera lo supportavano, ma io vorrei ricordare che gli Oscar innanzitutto non sono poi tutto questo granché e sono rappresentati da un comitato numerosissimo di personaggi che scelgono oggi i film stranieri più neutrali e americano-centrici. Ma perchè non li lasciamo agli americani? Perchè siamo servili con loro, da lungo tempo, esattamente da quando ci hanno liberati dai fascisti e i nazisti.
I bei tempi in cui vincevano i film di De Sica, Fellini o venivano anche semplicemente candidati o scelti quelli di Monicelli, Pontecorvo, Antonioni, Bellocchio ecc. sono andati. L’America che sceglie e premia l’Italia è ancorata saldamente al vecchio cinema italiano. Quello degli anni ’50 e ’60 per capirsi, dove c’era ancora vita, gente, strade, l’aria. I film che negli ultimi anni l’Italia ha prodotto sono privi di tutte queste caratteristiche. Sono finti. C’è poco da fare. Vorrei ricordare che innanzitutto in ottantanni gli italiani hanno vinto solo 12 statuette e gli ultimi film a vincere sono stati nel 1990 il discutibilmente buono “Nuovo cinema Paradiso”, di Tornatore, e nel 1992 “Mediterraneo” di Salvatores. Nel 1999 vinse “La vita è bella” di Benigni. Ora, questo non vi suggerisce qualcosa? Gli americani, per capirsi, non si sanno orientare nei loro di spazi. Figuriamoci nell’Italia meridionale e provinciale del nuovo millennio dove si parla in campano stretto! Si saranno domandati, fra le tante, “Ma dov’è la fontana di Trevi in questo film?”. Riflettiamoci sopra e ricordiamoci anche che non è affatto da escludere la connotazione politica che potrebbe avere questa esclusione di “Gomorra” dalla selezione degli Oscar e, anche, perchè no, mafiosa.
Il trailer e la locandina americani di “Gomorra”, qui sotto.
Ricordo che Gomorra ha conunque vinto già numerosi premi, fra i quali spiccano il Gran Premio della Giuria a Cannes e 4 altri premi agli European Film Awards l’anno scorso. Quest’anno, sbarcato in America, il film ha vinto in poco tempo a ben 2 premiazioni e festival statunitensi, i Satellite Awards e ai Chicago International Film Awards.

molto ben detto
AGGIUNGO DI MIO che l’americano medio (non li conosco mica tutti, ma parecchi sì) VUOLE L’EROE, vuole l’ARRIVANO I NOSTRI, e in Gomorra i nostri non arrivano…
AD ESEMPIO, in “la vita è bella” L’EROE C’ERA e c’era in “nuovo cinema paradiso” (il piccolo aiuto operatore che diventa regista da grande), mentre in “mediterraneo” possono essere considerati EROI del pacifismo i soldati italiani che fraternizzano con i greci…
L’UNICO EROE che in America possono apprezzare è ROBERTO, il giovane che rifiuta di collaborare; troppo poco per i giurati dell’Academy
il tuo discorso non fa una piega, ma questa cosa dell’eroe riguardante Hollywood è un po’ storia vecchia. Se ci pensi, dal 2000 in poi nell’assegnazione degli oscar americani c’è stato un lieve cambio di genere e gusto, a partire dalla premiazione nel 1999 di “American beauty”, che è un film senza dubbio molto coraggioso e che non presenta un protagonista molto eroico, tutt’altro…
Dal 2004 ad oggi i film premiati sono tutti indubbiamente ritratti dell’America molto poco eroici a partire da “Crash” a “Million dollar baby”, da “The Departed” a “Non è un paese per vecchi”.
In questo senso, non mi sento di dare a loro grosse colpe. Piuttosto la darei a noi stessi che ci incaponiamo nel voler per forza piacere a loro. È già tanto che il cinema italiano si sia riguadagnato il pubblico nostrano negli ultimi tempi (sorvolando pure su certi film di indubbia qualità, della serie Natale a Rio o La fidanzata di papà chiaramente… ma anche meno insospettabili, tipo il posticcio “Il papà di Giovanna” ultima fatica, ma mica tanto, di Pupi Avati, che ormai è in pantofole su un trono di cinecittà con uno scettro in mano che nessuno osa toglierli, manco fosse Fellini!)
Anche io sono rimasto molto sorpreso dall’esclusione di Gomoraa, probabilmente non avrebbe vinto, la sfida sarà fra LA scuola e Valzer con Bashir.
Forse qualcosa il sig Procacci l’ha sbagliata, ad esempio il film doveva essere nelle sale americane prima di Febbraio, certi film indie vengono favoriti dal passaparola (vedi Juno)
Forse quest’anno Hollywood cambierà nuovamente registro premiando la favola “the Millionaire” con tanto di happy end piuttosto del crudo “The Wrestler”, come accadeva una volta, quando ad esempio a Pulp Fiction è stato preferito “Forrest Gump”.
Comunque l’ultimo film di Aronofsky è un piccolo capolavoro, ho scritto una recensione sul mio Blog, ciao Furio