The Reader – A voce alta è un melodramma struggente che tratta di un’amore impossibile fra un liceale appassionato di romanzi seri e una donna a cui piace farseli leggere. La donna però è frenata da vari segreti riguardanti il suo passato e il suo presente, per cui fugge: ciononostante i due sono destinati a rincontrarsi per tutta la vita. Kate Winslet orgogliosamente non perde neanche un chilo e nemmeno il fascino e la bravura, infatti insieme alla sua interpretazione nel nuovo “Revolutionary Road“, diretto dal marito Sam Mendes, ha finalmente convinto gli addetti agli Oscar di non nominarla soltanto, ma di premiarla anche dopo decenni di una carriera cinematografica molto prolifica ma poco osannata. La storia si svolge grosso modo tutta in Germania e i protagonisti sono tedeschi. Sfortunatamente non va proprio giù l’errore che Hollywood sembra voler continuare a commettere inserendo la lingua inglese in contesti geografici e culturali dove l’inglese non c’entra affatto. Pare una sciocchezza su cui si possa sorvolare, il film è abbastanza bello, coinvolgente e alla fine si riesce effettivamente a sorvolare, tuttavia tale sbavatura rimane. L’intreccio è altalenante fra il passato – gli anni 50 – e il presente – anni 90 – dei due protagonisti, in cui veniamo a conoscere il Michael adulto interpretato dall’ormai logoro perché bello e dunque inserito un po’ ovunque interprete di “Spider”, Ralph Fiennes, e il Michael giovane, David Kross. Il dramma d’amore dei due protagonisti insieme al peso della tragedia mondiale che è stata la Shoa si compenetrano come raramente vediamo accadere in film d’amore dove solitamente il mondo, la società e la politica passano inosservati o in secondo piano. Ottimi gli interpreti secondari fra cui spicca Bruno Ganz nel ruolo del professore di legge. Il regista è inglese ed è quello di “Billy Elliott” e “The Hours“, ma questa è senz’altro un’opera superiore, col rimanente difetto di essere anglofila, fra l’altro esteticamente molto curata grazie al contributo di Roger Deakins, celebre direttore della fotografia che ha lavorato in tutti i film dei fratelli Coen. Dietro a tutto, in veste di produttori, ci sono Pollack e Minghella, entrambi morti recentemente e commemorati in dissolvenza finale.