Ultimamente sul blog ho parlato poco di film, ma ho in canna almeno due recensioni scritte su di opere che mi hanno preso e che meritano qualche parola spesa in più, rispetto ad un video che debba durare meno di un quarto d’ora. Mi piace fare del mio meglio e quindi ora come ora che sono impossibilitato per una serie di impegni e motivi, mi sono preso una pausa, che terminerà presto. Tuttavia se siete cinefili appassionati, su Youtube non potete non seguire Lei: il suo pseudonimo Barbie Xanax ha una fama che la precede. È la controparte femminile del recensionista di B-movies Yotobi? No, non c’entra proprio nulla, ma così lo posso mettere nelle tag (citando un amico molto simpatico di Youtube!) e comunque la contestualizza nel genere cinefilo.
La seguono davvero in molti, 10.000 e passa in media fra i suoi due canali Youtube e i social network, senza contare il blog, proprio come seguono in tantissimi il giovane youtuber torinese da 170mila iscritti. Ve lo dico con il cuore in mano che dovreste seguirla. È per rendervi conto delle grandissime doti che ha e che sfoggia da brava ex-scene queen.
Prima di tutto, dopo esservi fatti un po’ un’idea dai video di Barbie Xanax, autrice del mini-saggio formato e-book sulle web series Get serial, la tv tradita dal web, dovete comprendere, un po’ come nella favola morale della rana e dello scorpione, che le caratteristiche che la contraddistinguono potrebbero non avere una spiegazione del tutto razionale… Prendetela così come è, semplicemente è la sua natura. Sono un convinto sostenitore della teoria certamente non mia, ma ne ho parlato in passato nel blog, che la specie umana abbia ancora una grossa componente “animalesca”. Barbie Xanax è un animale famelico del web che sa rilasciare veleno (il che non è per forza un male se preso a piccole dosi), ma che potrebbe non riuscire a darsi una regolata. Insomma, tanto per capirsi: non ci sono vie di mezzo con lei. O la amate e allora tutto sarà bellissimo e roseo, come il suo variopinto blog, oppure la odiate e allora “so’ cazzi vostri”, nel senso che si difenderà molto ferocemente se le toccate il suo santo Graal, la laurea in cinema.
La sua forza sta proprio nel fare un mix di romanità e di girly glamour – in certi video si prodiga anche in “carrellate” personali sui cosmetici “poracci” che compra e addirittura in deliziosi “unboxing” di prodottti che alcune griffe di bellezza le mandano.
Ma oltre ai lustrini e queste amenità, c’è ben altro! C’è la sostanza! Lei ci mette tutta sé stessa, la sua tagliente critica sociale e soprattutto quella cinematografica! Visto che ha speso i suoi anni all’università, studiando per ciò e laureandosi (non si dimentica mai di ricordarcelo!), ha pensato bene di sfruttare queste sue doti… Peccato per certe lacune qua e là…
Credetemi, in questo suo video di quasi mezzora, inframezzate ad anche simpatiche e più o meno acute risposte ai suoi detrattori, spara un bel po’ di castronerie sul cinema che sollazzeranno chi ha veramente studiato e amato queste cose. Questo è il motivo che mi spinge a rompere il muro dello scrivere nel mio blog esclusivamente di film e occasionalmente di cose che mi fanno incazzare dell’Italia.
Barbie sostiene che Les Cahiers du Cinéma (citando praticamente solo Truffaut) era un ammasso di critici, registi mancati che poi successivamente si sono messi a fare film comunque. Poi a destra e a manca afferma che il cinema francese non vale niente – beh, a dire il vero questo video è solo la punta dell’iceberg, in realtà ha teorizzato i suoi sbeffeggi tout court verso la patria della settima arte già in alcuni suoi vecchi video. Il meglio deve ancora venire: cita a random le teorie di Eisenstein sul montaggio intellettuale (un campo davvero minato persino per i più secchioni) screditando le opere senza argomentazione alcuna. Dice solo che tutto le fa “cagare”…
Ora, quanto c’è di populista in tutto ciò? Basta solo pensare alla famosa scena del film di Fantozzi… 92 minuti di applausi, Barbie Xanax, brava!
Sono davvero queste le “nuove leve” che escono dal DAMS con cui poi ci dobbiamo misurare, sentendo dire sciocchezze su sciocchezze solo perché sono riuscite a laurearsi? E noi non laureati, ma che abbiamo comunque studiato, “dobbiamo tacere”! Capito? Perché dice proprio così nel suo ultimo video. Dobbiamo tacere. Bell’esempio di democrazia dispensato dalla stessa persona che pochi minuti prima vi dava “lezioni” sulla società.
Mettiamo il condizionale, perché non la conosco così a fondo da potermi permettere di mettere in dubbio tutta la sua conoscenza, ma penso di poter avere il sacrosanto diritto di critica su ciò che afferma se io lo ritengo errato, in base ai miei studi (interrotti per motivi personali e non solo, ma in ogni caso documentabili). Senza contare comunque il mio studio individuale, che travalica le “mura accademiche”. Mettiamo di nuovo il condizionale che potrei avere un bagaglio culturale leggermente superiore a quello di Barbie perché sono anagraficamente più vecchio di lei, non lo dico per superbia o per generalizzare facendo un discorso del tipo “i vecchi sono più saggi!”, ragionamenti simili non fanno parte di me, ma comunque ho vissuto qualche annetto di più. Sono cresciuto ed ho vissuto fra i quadri di mio nonno (Bruno Brunetti, vedi Astrattismo classico), quindi nell’arte, cosa che sicuramente mi ha spinto a volerne sapere di più e studiarla. E anche un po’ nella cultura, dato che sono figlio di professori di materie umanistiche (storia, filosofia, psicologia sociale). Non mi ritengo affatto una cima in più di una materia e sono il primo a dire di essere ignorante nel momento in cui non so, ma se c’è una cosa di cui mi sono sempre interessato molto e che ho studiato quella è proprio il cinema! Quindi posso dimostrare almeno nel caso specifico delle bislacche argomentazioni del video sopra allegato che qualcosa sul cinema la so anch’io. Ebbene sì. Perché nella vita non sono i TITOLI a dire ciò che è una persona, ma i FATTI, ciò che si dice e si fa.
La Storia del cinema vede i film dei registi della Nouvelle Vague correre su un binario abbastanza distante e distinto dalle teorie e critiche espresse nella nota rivista in pubblicazione tutt’oggi. Innanzitutto non esistono solo Truffaut e Godard – ne sai proprio a pacchi se citi solo loro! – e ben presto ognuno dei registi, particolarmente gli stessi Truffaut e Chabrol e Rohmer hanno preso una loro strada, registicamente parlando, personale e diversa… Inoltre, alla fondazione della rivista alcuni erano già registi per conto proprio. Tanto per dirne solo uno insignificante, Renoir, il “Patron” da cui tutti quelli della nouvelle vague hanno preso spunto e ispirazione. Non ho voglia di farvi la lista della spesa saccente di tutti gli altri registi che hanno preso parte al “movimento”, poiché un po’ di questo si è trattato anche: c’era di mezzo la politica, il s0ciale, il cinema era un incontro di menti!
In Italia del resto, per il Neorealismo non è andata molto diversamente. Di film veramente “neorealisti”, secondo la definizione e l’accezione del periodo di tale corrente, ne esiste davvero un numero limitato.
Questo perché la “corrente” di per sé, in generale, per la sua stessa essenza “limitante” in quanto etichetta, non fa lo stile di tutti gli artisti che “nascono” al suo interno. Bisogna vedere caso per caso, studiare.
E se non ci piace qualcosa, beh, ignoriamo il più delle volte. Ignorante non è un’offesa o un insulto, attenzione al significato delle parole, è una constatazione della mancanza di conoscenza di una data persona. Una volta chi non sapeva lo ammetteva o rimaneva in silenzio e imparava… Oggi non più… Se ne fa oggetto di vanto!
Su Youtube, nuovo luogo ormai fertile per praticamente qualsiasi cosa, si trova appunto di tutto: le parodie discutibili dell’ultimo tormentone pop cinguettante da una parte , le elucubrazioni saccenti della finta intellettuale di turno dall’altra… E riteniamoci fortunati che abbiamo parlato solo di lei. Probabilmente ce ne sono tanti altri come lei, ma Barbie è la regina indiscussa ed è giusto omaggiarla, parlarne, da amanti e difensori del cinema!
Da “reginetta della scena” coi capelli ipersaturi che era in origine, è diventata la finta intellettuale hipster per eccellenza. L’evoluzione è stata quella, ma lì sembra essersi fermata, chiusa nella sua “maschera” come allora. Non nego la sua notevole intelligenza, ma a parer mio la mette in moto in modo molto discontinuo, con risultati talvolta deludenti.
Parole, parole, parole… L’importante è che se ne parli…


